Chirurgia vitreoretinica

Chirurgia vitreoretinica

Patologie retiniche

Le tecniche

Nella CHIRURGIA EPISCLERALE si incide la congiuntiva, si isolano i muscoli oculomotori estrinseci e si fissano  delle spugne e/o una banda di silicone alla sclera tramite dei punti non riassorbibili. Lo scopo di questa chirurgia è quello di ridurre le forze di trazione del vitreo sulla rottura retinica offrendo una controspinta dall’esterno.

La banda di silicone (cerchiaggio) ha invece lo scopo di detendere tutta la base vitreale, situata in prossimità del confine anteriore della retina.

Nella VITRECTOMIA si accede alla camera vitrea tramite la creazione di 3-4 fori (sclerostomie). Tali fori sono utilizzati per infondere sostanze nell’occhio, rimuoverne (vitrectomia), illuminare il fondo dell’occhio e inserire strumenti (e.g. pinze). La vitrectomia per distacco di retina ha lo scopo di riaccollare il tessuto retinico eliminando le trazioni interne, chiudendo e trattando rotture/fori e inserendo in camera vitrea sostanze tamponanti (aria ma più spesso gas o olio di silicone) con lo scopo di mantenere la retina attaccata al tessuto coroideale.

 A differenza di aria e gas, l’olio di silicone va rimosso a distanza di tempo perchè non riassorbibile: è quindi necessario un secondo intervento chirurgico.