
Retinopatia diabetica
La retinopatia diabetica rappresenta la più comune complicanza indotta dal diabete a livello oculare. Essa colpisce circa il 20% dei pazienti affetti da diabete mellito.
Ne esistono due forme principali: La prima, denominata retinopatia non proliferante, rappresenta la fase iniziale della malattia. È caratterizzata da un’aumentata fragilità delle pareti dei vasi (possibile causa di emorragie retiniche) e da una loro alterata permeabilità, che può determinare la fuoriuscita patologica (essudazione) di liquidi e materiale proteico e/o lipidico provenienti dal sangue. Il paziente può notare una riduzione della vista se le emorragie ed i fenomeni di alterata permeabilità dei vasi interessano la macula. L’accumulo di liquidi nella macula (edema maculare) è la più comune causa di riduzione visiva nella retinopatia diabetica.
Segni tipici che l’oculista può osservare all’esame del fondo in questa fase sono microaneurismi, emorragie ed essudati (duri e/o molli).
Il secondo tipo di retinopatia diabetica è definito proliferante e rappresenta una fase più avanzata della malattia. Essa è caratterizzata dalla proliferazione di nuovi vasi all’interno dell’occhio; lo stimolo a tale proliferazione è rappresentato dalla non perfusione (o ischemia) di estese aree di retina, conseguente all’occlusione dei capillari e dei vasi di piccolo calibro.
I vasi neoformati tendono a sanguinare con maggiore facilità.
La prima volta che si verifica un sanguinamento, i sintomi possono essere rappresentati solo dalla visione di qualche macchia scura, che entro pochi giorni si riassorbe; spesso tuttavia le emorragie aumentano d’intensità e determinano una perdita visiva sempre maggiore, che in molti casi non regredisce.
Inoltre i neovasi possono esercitare una trazione sulla retina provocandone il distacco.
Le conseguenze terminali della retinopatia diabetica non trattata sono devastanti (distacco di retina, glaucoma neovascolare, ecc.) e possono condurre alla cecità.
Poiché, soprattutto nelle fasi iniziali della malattia, il paziente può godere ancora di un’ottima vista pur essendo già affetto dalla retinopatia diabetica, è importante sottoporsi alla visita di un oculista.
Questi può stabilire la presenza o meno di alterazioni retiniche; i dati della visita possono essere integrati dallo studio della circolazione corioretinica mediante la fluorangiografia.
Ulteriori informazioni possono essere fornite dall’OCT.
